Un foglio ingiallito è sfuggito
dalle pagine di un libro,
sua abituale prigione,
cadendo fra le mie dita.
In verità è sul cuore che si è posato,
suscitando una forte emozione
per il guizzo repentino nel tempo:
ricordo di un uomo amato e perduto.
Uno struggente verso d'amore
palpita oggi fra le mie dita,
e mi lascia tremante.
Non posso rimediare,
con una carezza e un saluto tardivo.
Sapevo della tua lenta morte.
Vigliacca scusa pensare
che non avresti gradito mostrarti
consumato e relegato in un letto
alla donna che amavi.
Ora so, che le mute telefonate,
erano il tuo saluto.
Ti bastava ascoltare quel “pronto”
prolungato e ripetuto
e non ti usciva la voce per dirmi
che stavi per tradirmi davvero,
ma questa volta
la signora era la morte.
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